PNRR

IL PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA: DESCRIZIONE ED OPPORTUNITÀ

 

il Governo Draghi ha presentato (il 25 aprile 2021) il testo del PNRR, oggetto di comunicazioni del Presidente del Consiglio alle Assemblee di Camera e Senato il 26 e 27 aprile 2021 Il 30 aprile 2021, il PNRR è stato ufficialmente trasmesso alla Commissione europea e poi al Parlamento italiano).
Il 22 giugno 2021 la Commissione europea ha pubblicato  la proposta di decisione di esecuzione del Consiglio, fornendo una valutazione globalmente positiva del PNRR italiano.


Il 13 luglio 2021 il PNRR  è stato definitivamente approvato con Decisione di esecuzione del Consiglio Europeo, che ha recepito la proposta della Commissione europea. Alla Decisione è allegato un corposo allegato con cui vengono definiti, in relazione a ciascun investimento e riforma, precisi obiettivi e traguardi, cadenzati temporalmente, al cui conseguimento si lega l'assegnazione delle risorse su base semestrale.

 

Il 13 agosto 2021 la Commissione europea, a seguito della valutazione positiva del PNRR, ha erogato all'Italia, a titolo di prefinanziamento (ai sensi dell'articolo 13 del Regolamento n.2021/241/UE), 24,9 miliardi di euro (di cui 8,957 miliardi a fondo perduto e per 15,937 miliardi di prestiti), pari al 13% dell'importo totale stanziato.

 

PNRR: BREVE SINTESI

 

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è lo strumento che indica le modalità di utilizzo della quota di competenza italiana delle risorse del “Net Generation Fund” dell’unione europea.
Il Piano prevede investimenti per 191,5 miliardi di euro, finanziati attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, lo strumento chiave del NGEU.

Ad essi si aggiungono 30,6 miliardi di risorse nazionali, che confluiscono in un apposito Fondo complementare. Il totale degli investimenti previsti per gli interventi contenuti nel Piano arriva a 222,1 miliardi di euro, a cui si aggiungono 13 miliardi del React EU. In totale sono 235,1 miliardi di euro da spendere in sei anni,

 

Nel complesso, il 27 per cento delle risorse è dedicato alla digitalizzazione, il 40 per cento agli investimenti per il contrasto al cambiamento climatico e più del 10 per cento alla coesione sociale. Il Piano destina 82 miliardi al Mezzogiorno sui 206 miliardi ripartibili secondo il criterio del territorio, corrispondenti a una quota del 40%.

 

Il Piano si articola in sei missioni.

 


Il Piano prevede un ampio programma di riforme, ritenute necessarie per facilitare la sua attuazione e contribuire alla modernizzazione del Paese e all'attrazione degli investimenti.
All’interno del Piano è riportata una articolata stima dell'impatto delle misure in esso contenute: in particolare, il Governo prevede che nel 2026 il Pil sarà di 3,6 punti percentuali più alto rispetto allo scenario di base, mentre nell'ultimo triennio dell'orizzonte temporale del Piano (2024-2026) l'occupazione sarà più alta di 3,2 punti percentuali.

 

LA GOVERNANCE DEL PIANO

 

La governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) è stata definita, con un'articolazione a più livelli, dal decreto-legge del 31 maggio 2021, n. 77, convertito dalla legge 19 luglio 2021, n. 108. In precedenza, la legge di bilancio per il 2021 (legge n. 178 del 2020) aveva stabilito, ai commi 1037-1050, le prime misure per l'attuazione del programma Next Generation EU.

 

La responsabilità di indirizzo del Piano è assegnata alla Presidenza del Consiglio dei ministri.
Viene istituita una Cabina di regia, presieduta dal Presidente del Consiglio dei ministri, alla quale partecipano di volta in volta i Ministri e i Sottosegretari competenti in relazione alle tematiche affrontate in ciascuna seduta.

 

La Cabina di regia esercita poteri di indirizzo, impulso e coordinamento generale sull'attuazione degli interventi del PNRR. Alle sedute della Cabina di regia partecipano i Presidenti di Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano quando sono esaminate questioni di competenza regionale o locale, nonché il Presidente della Conferenza Stato-Regioni, su questioni d'interesse di più Regioni ovvero il Presidente dell'ANCI e il Presidente dell'UPI quando sono esaminate questioni di interesse locale.

Possono essere inoltre invitati, a seconda della tematica affrontata, i rappresentanti dei soggetti attuatori e dei rispettivi organismi associativi e i referenti o rappresentanti del partenariato economico e sociale. Tra i suoi compiti figura la trasmissione al Parlamento di una relazione sullo stato attuazione del Piano, con cadenza semestrale.

 

La Cabina di regia trasmette al Parlamento, inoltre, anche su richiesta delle Commissioni parlamentari, ogni elemento utile a valutare lo stato di avanzamento degli interventi, il loro impatto e l'efficacia rispetto agli obiettivi perseguiti, con particolare riguardo alle politiche di sostegno per l'occupazione e per l'integrazione socio-economica dei giovani, alla parità di genere e alla partecipazione delle donne al mercato del lavoro (art. 2).


A supporto delle attività della Cabina di regia è istituita una Segreteria tecnica, la cui durata temporanea è superiore a quella del Governo che la istituisce e si protrae fino al completamento del PNRR entro il 31 dicembre 2026.

La Segreteria tecnica ha tra i suoi compiti: l'elaborazione di periodici rapporti informativi, indirizzati alla Cabina di regia; la segnalazione al Presidente del Consiglio delle azioni utili al superamento delle criticità segnalate dai Ministri competenti per materia; l'acquisizione dal Servizio centrale per il PNRR delle informazioni e dei dati di attuazione del Piano livello di ciascun progetto, anche con riguardo alla tempistica programmata e ad eventuali criticità rilevate nella fase di attuazione degli interventi; la proposta al Presidente del Consiglio dei casi da valutare ai fini dell'eventuale esercizio dei poteri sostitutivi sottoponendoli all'esame del Consiglio dei ministri; l'istruzione dei procedimenti per il superamento del dissenso (art. 4).

 

È istituito, poi, un Tavolo permanente per il partenariato economico, sociale e territoriale, composto da rappresentanti delle parti sociali, del Governo, delle Regioni, degli enti locali nonché di Roma capitale e dei rispettivi organismi associativi, delle categorie produttive e sociali, del sistema dell'università e della ricerca scientifica e della società civile. Partecipano inoltre rappresentanti delle organizzazioni della cittadinanza attiva.

Il Tavolo svolge una funzione consultiva nelle materie connesse all'attuazione del PNRR e può segnalare alla Cabina di regia ogni profilo ritenuto rilevante per la realizzazione del PNRR, anche per favorire il superamento di circostanze ostative e agevolare l'efficace e celere attuazione degli interventi (art. 3).

 

LE 6 “MISSIONI”

 

Per ciascuna delle 6 “missioni” facenti parte del PNRR, vengono di seguito riportate, in maniera sintetica, le tematiche e gli ambiti di possibile interesse da parte del settore dei Centri Commerciali.  

 

Missione 1: digitalizzare PA e imprese

 

La Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura” sostiene la transizione digitale del Paese e la modernizzazione della Pubblica amministrazione, delle infrastrutture di comunicazione e del sistema produttivo.


La Missione 1, con una dotazione di 40,73 miliardi, si articola in tre Componenti:

 
Missione 2: rivoluzione verde a tutto campo

 

La Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica” ha la finalità di realizzare la transizione verde ed ecologica dell’economia italiana, coerentemente con il Green Deal europeo.


La Missione 2, con una dotazione di 59,33 miliardi, si articola in quattro Componenti:

 

Missione 3: potenziare la mobilità

 

La Missione3 “Infrastrutture per una mobilità sostenibile” ha l’obiettivo di rafforzare ed estendere l’alta velocità ferroviaria nazionale e di potenziare la rete ferroviaria regionale, con una particolare attenzione al Mezzogiorno.


La Missione 3, con una dotazione di 25,13 miliardi, si articola in 2 Componenti:

 

Missione 4: al centro l’istruzione dei giovani

 

La Missione 4 “Istruzione e ricerca” pone al centro i giovani, affrontando uno dei temi strutturali più importanti per rilanciare la crescita potenziale, la produttività, l’inclusione sociale e la capacità di adattamento alle sfide tecnologiche e ambientali del futuro.

 

Missione 5: lavoro, famiglia e coesione territoriale

 

La Missione 5 “Inclusione e coesione" si focalizza sulla dimensione sociale e spazia dalle politiche attivedel lavoro, con focus sul potenziamento dei Centri per l'impiego e del Servizio civile universale, all'aggiornamento delle competenze, fino al sostegno all'imprenditoria femminile. Sono previste misure per rafforzare le infrastrutture sociali per le famiglie, le comunità e il terzo settore, inclusi gli interventi per la disabilità e per l'housing sociale.


La Missione 5, con una dotazione di 19,81 miliardi, si articola in tre componenti:

 

Missione 6 Salute bene pubblico e universale

 

La Missione 6 «Salute» parte dall’assunto che la pandemia da Covid-19 ha confermato il valore universale della salute, la sua natura di bene pubblico fondamentale e la rilevanza macroeconomica dei servizi sanitari nazionali.


La Missione, con una dotazione di 15,63 miliardi, si articola in due componenti:

 

PROSSIMI PASSI

 

Il meccanismo di funzionamento del PNRR non prevede finanziamenti diretti a privati, ma solo ad enti e società pubbliche, che a loro volta definiranno bandi per assegnare finanziamenti a fronte di progetti in linea con le esigenze del PNRR stesso. I fondi complementari, a differenza del PNRR, comprendono anche alcune possibilità di interventi in partenariato pubblico/privato.

 

LE RIFORME: LA NUOVA PA CENTRALE PER LO SVILUPPO 

 

Le riforme orizzontali riguardano la Pubblica amministrazione e la Giustizia.
Il PNRR prevede anche due riforme abilitanti, che riguardano la semplificazione e la concorrenza, al fine di rendere possibile un migliore impatto degli investimenti.

 

Le Riforme settoriali e di accompagnamento

 

All’interno delle singole Missioni sono contenute le Riforme settoriali: innovazioni normative relative a specifici ambiti di intervento o attività economiche, destinate a introdurre regimi regolatori e procedurali più efficienti nei diversi ambiti settoriali.
Infine, il PNRR prevede anche le Riforme di accompagnamento all’attuazione, con misure che concorrono a realizzare gli obiettivi di equità sociale e miglioramento della competitività del sistema produttivo.
La più importante è la Riforma fiscale, inserita nel PNRR come una «tra le azioni chiave per dare risposta alle debolezze strutturali del Paese»

 

 

 

 

 

 

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